Sembra preistoria, eppure è successo nel 1982.
Davanti al cancello di una villa, la notte di Natale, un umano depositò in una cesta, ben coperto, un cucciolo.
Conobbi Nerone due anni dopo, quando mi trasferii in un appartamento di quella villa.
Era un enorme cane tutto nero; il padrone mi assicurò che, sebbene fosse il terrore dei postini e di chiunque si avvicinasse al cancello, era innocuo, non invadente e che mai sarebbe entrato in casa. Viveva libero e sempre fuori.
Questo mi preoccupò non poco. Come avrebbe reagito Gea?
Durante i quattro anni trascorsi insieme si era dimostrata affettuosa e timorosa, ma diventava una furia quando c’imbattevamo in un cane dell’altro sesso.
Appena arrivata, presi in braccio Gea, evitai Nerone e la sistemai su un balcone. Quando aprii per farla rientrare notai Nerone che, a distanza, guardava su.
Conoscevo la reazione che lei avrebbe avuto perciò, per portarla fuori, le misi un guinzaglio corto. Nerone ci seguì con molta discrezione; nessuna reazione da parte di Gea.
Dopo qualche mese azzardai a lasciarla libera, tenendomi nei pressi.
Passeggiarono, corsero e giocarono insieme per sette anni, come due semplici amici anche quando lei era in calore.
Cosa si siano detti al loro primo incontro non lo saprò mai.
Per tutto il tempo che Gea stette male e la portavo in giro cercando di salvarla, Nerone, incurante del caldo e dei richiami del padrone, ci aspettava dietro al cancello, poi si piazzava davanti alla porta del mio appartamento e mangiava solo se gli si portava lì il cibo.
L’ultimo giorno di vita si lanciò ripetutamente contro la porta e io, disperata per la mia piccola, aprii urlando: “Sparisci, vai via!”. Mi urtò violentemente, corse nella stanza dov’era Gea e si accucciò vicino a lei silenzioso e immobile.
Era il 24 luglio 1991
Nerone, amore e sesso
Dieci giorni dopo la morte di Gea presi un’altra cagnetta randagia abbastanza simile a Gea, cui detti nome Mir Pamiath: Pace Ricordo.
Speravo che, da una parte mi desse un po’ di pace dopo la perdita di Gea e, dall’altra, me la ricordasse sempre.
Due mesi dopo tornai con lei da Nerone.
Come un pazzo, entrò in auto, poi in casa, ispezionò tutto, poi per giorni sparì.
Ignorò Mir.
In seguito la trattava con sufficienza, la sopportava.
Mir gli faceva moine d’ogni genere, gli stava sempre vicina, sempre attenta a fare quello che lui si aspettava da lei e pian piano Nerone cambiò.
Quando Mir era in calore Nerone piangeva davanti alla porta e Mir dalla parte interna.
Nell’ultimo anno vita, quasi si rendesse conto che “bisognava stringere i tempi” perché era malato (nessuno di noi lo sapeva) divenne insopportabile: le faceva serenate notturne che si traducevano in latrati, ululati, suoni strani, a volte dolci, altre forti che non ci permettevano di dormire.
Il motivo?
L’ho chiesto a un noto etologo e studioso del comportamento animale.
Gea aveva un carattere dominante e non accettava la superiorità del maschio e Nerone, innamorato, la rispettò e amò sempre.
Mir, invece, scatenò in lui la passione.
Sono tanto diversi da noi? Certo, anni luce. perché sono migliori di noi.
Un animale maschio non violenterà mai una femmina e qualche giornalista che afferma il contrario, dovrebbe documentarsi
Isadora
3 commenti:
Bella la storia di nerone e gea, gli uomini prendono una donna e la violentano anche se pone resistenza.
sono prorio violenti e spero non mi succeda mai a me
Maria de Vitis 14 anni
Ciao signore per le belle cose. mi piacciono pure i gatti
Il cane può accoppiarsi con un cane di taglia diversa e creare disagio per una gravidanza non gradita.
Ma ciò avviene solo e ribadisco solo se l'altro cane è consenziente.
Sulle responsabilità e atti conseguenziali (aborto, ecc.) e spese è tenuto a rispondere il padrone di quel cane che non sia stato attentamente sorvegliato. Non addossiamo sempre la colpa ai cani; anche nella malaugurata ipotesi che il cane assalga una persona la responsabilità è SOLO del padrone, che non ha istruito a dovere il soggetto cane. Ma purtroppo chi viene abbattuto è sempre il cane, spessee volte andando troppo per le spiccie.
dr.Sarpio medico veterinario
Bella la storia di Gea e di Nerone.
Il rispetto che gli animali hanno l'ino dell'altro è inimmaginabile.
Un giorno, nel maneggio dove avevo il mio cavallo è morto il cavallo più vecchio (penso avesse più di 30 anni), la cosa più incredibile a cui abbiamo assistito è stato che tutti i cavalli a turno si sono recati vicino al defunto come ad un estremo saluto e quel giorno nessuna ha mangiato e quando con la ruspa è stata scavata la fossa e seppelito il povero animale tutti gli altri sono resstati appoggiati allo steccato verso la tomba e non si sono mossi fino a quando lo stalliere non li ha riportati nei propri box.
Qua nta tristezza quel giorno.
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