I MIEI FEDELI AMICI DI IERI E DI OGGI.

Negli anni, a partire da quel fatidico 1972  quando persi mio Padre, dovendo ancora finire il mio servizio di leva e per questo lasciare sola in casa mia madre, accettai volentieri il cucciolo che un amico mi portò in regalo : "RUDI". Lo chiamai così perchè era decisamente, pur essendo meticcio, un cane bellissimo che in seguito si rivelò dolce ed amico dei bimbi che la sera bussavano a casa pregandomi di far scendere Rudi per poter giocare con Lui.
Alfredo appena giunto a casa
Alfredo appena giunto a casa.
Finito il servizio militare, tornato a casa, matrimonio e primo figlio che con il suo arrivo decretò lo spostamento di Rudi , con mio grande dispiacere,nella casa di campagna. Tutti i giorni andavo da lui. Un giorno inspiegabilmente, avendo data in fitto l'abitazione, a persone che avevano lo stesso amore per gli animali Rudi,  scomparve, lasciando nel mio cuore un vuoto che a distanza di anni resta ancora tale. Allorchè tutta la famiglia si trasferì , per motivi di spazi nella casa di campagna, fu d'uopo, anche perchè era un mio fortissimo desiderio cercare un nuovo amico. In sequenza  si succedettero  BRISCOLA, un superbo pastore tedesco con la sua compagna MEGGY. Poi arrivò NESSIE, chiamata così perchè la trovammo piccola e abbandonata in un ruscello, per fortuna in secca, nelle vicinanze di casa.  Lei ci regalò una bella cucciolata , ben sette, sei riuscimmo ad affidarli  a persone sicure, uno lo tenemmo con noi : ORAZIO, il conte che soleva sistemarsi all'incrocio dei viali in posizione nobile con le zampe accavallate. Poi un giorno, mentre seduto nel negozio stavo prendendo un caffè ecco che entrò lui MAX il grande che in verità grande non era ma un  piccolo meticcio dotato di una intelligenza, simpatia e furbizia fuori del comune. Non sono stato io a scegliere Lui bensì, Lui a scegliere me. Nacque una bella e grande amicizia e lo portai  a casa. Alla morte di Orazio , giunse a casa BIAGIO, un bel cane meticcio incrocio fra un pitbull e una pastora tedesca. Biagio, fiero ed amante della sua opinione, nondimeno amico fedele. Anche Max un giorno prese la via del cielo e per non lasciare Biagio da solo arrivò BRANCA, una bella cagnetta medio alta. Dalla loro unione ecco l'arrivo di TERRYE, nata il giorno di Santa Teresa. Alla dipartita di Biagio ecco arrivare un bellisssimo pastore abruzzese: ALFREDO , regalo  così mi piace definirlo, della signora Gabriella che gestisce il canile " Code Felice" e poi sempre da lei  AURORA.Gli amici passati e mai dimenticati  vivono ancora nel mio cuore e riposano in pace in un angolo tranquillo del giardino.

Max




Una poesia di Isadora, dedicata a Max, un piccolo cane dal cuore grande.

Un vecchio proverbio ...

Un vecchio proverbio africano dice:

”Ogni giorno un leone si sveglia e sa che deve correre se vuole prendere una gazzella, ogni giorno una gazzella si sveglia e sa che deve correre se vuole salva la vita.......” LA CACCIA
Fin dai primordi, l’uomo è stato cacciato e cacciatore.La preda e il predatore combattevano ad armi pari.La forza dei muscoli, la velocità, l’astuzia...L’uomo primitivo finché agiva da solo e senza armi era senza dubbio il più debole, non aveva artigli, solo la forza: nelle gambe nella corsa e nelle braccia nell’arrampicarsi. Così come le scimmie oggi. Poi quella scintilla che noi chiamiamo intelligenza sviluppò le prime armi, nacquero lance, asce, pugnali e l’ultimo grido: l’arco, l’arma più letale per quei tempi. E gli animali, pian piano ebbero la peggio, ma non rischiavano più di tanto, erano cacciati ancora e solo per la sopravvivenza. I soccombenti, così come oggi accade nel regno animale, il più delle volte erano animali vecchi, o cuccioli sprovveduti o abbandonati.Ma l’animale caccia per sopravvivere, è il ciclo della vita. Oggi l’uomo in un trionfalismo di armi super moderne non dà scampo al povero animale, non si contenta di allevarlo in batteria, in una squallida sequenza “nasci-mangi-muori”, no fa dello… “SPORT” con il fucile ultimo modello per boschi e pianure sparando a questo e a quello e per fortuna ogni tanto riporta a casa un collega impallinato al punto giusto, ma non per questo demorde. Il gusto di sparare... come l’insana usanza del tiro al piccione. Il piattello forse troppo difficile! Che gusto c’è ad uccidere senza un motivo plausibile un essere vivente che non sa dove sei, che non ti vede, che non sa che quella distanza che lui pensa sia di sicurezza è effimera in quanto l’uomo con la sua arma la supera agevolmente.
Questa è la caccia, uno “sport” in cui uno, l’uomo, bara in continuazione. Che gran tiratore! Uccidere uccelli al passo, sparando nel mucchio una rosa di pallini , bravissimo!!! Poi il tocco finale alla nostra stupidità è l’eleganza della pelliccia.... ma come le donne spendono cifre in depilazione e poi eccole disposte a tutto per rivestirsi di peli? Ma quei peli non sono i suoi, sono di poveri esseri squartati con raffinatezza: visoni, volpi, linci, castori, ermellini ecc. Certo, anche le trogloditi indossavano la pelliccia, ma non avevano altro....Il gentil sesso, in tutti questi secoli non è andato avanti, si veste ancora con la pelliccia ma, attenzione, ha seguito la “ moda” .Ma i nostri antenati, avevano conquistato quella pelle, si erano nutriti con quella carne, in una lotta alla pari, dove il più debole aveva perso.
Oggi non è così. Oggi si usa la raffinatezza, la precisione…!
Questi poveri esseri, indifesi e ignari, vengono allevati per conoscere la morte al momento giusto, così si controlla il loro peso, la lunghezza del pelo, l’età, ecc.
Nulla è lasciato al caso, in modo che possano “rendere di più”, possano soddisfare maggiormente…
Siamo proprio sicuri di essere più civili di allora?
Direi proprio di no, opinione che si super rafforza al solo vedere l’atrocità che commettiamo sulla banchisa ai danni delle piccole foche.
Ho detto bene: commettiamo.
Infatti, al di fuori di formali righe di biasimo, chi ci rappresenta e potrebbe fare, nulla fa o muove.
Troppo scomodo! Troppi interessi in gioco! Meglio avere le mani piene di sangue che vuote di danaro… a.d.b.c.